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QUESTO NON E' AMORE

273 donne in nove mesi al Pronto Soccorso per violenza

«I dati sono da choc - denuncia Marina Molinari, segretario Cisl Piacenza-Parma (che col Coordinamento femminile e con la Fnp pensionati lo scorso 25 novembre aveva richiesto le statistiche all’Ausl) - dati da choc tanto più se si considera che comprendono soltanto i casi che per un motivo o per l’altro vengono alla luce. Da qui sfuggono i casi di chi non si presenta al pronto soccorso, così come non arrivano quasi mai gli eventi di abuso familiare, anche sessuale». «L’Ausl - prosegue Molinari - è una delle anime di questo percorso,in cui possono intervenire anche i Servizi sociali e, nei casi più gravi, la Questura. Tutta la procedura avviene nella massima riservatezza. Nel nuovo Pronto soccorso di Piacenza e in quello di Castello vi sono spazi dedicati, a garanzia della sua privacy, e la persona può essere affiancata da un’équipe di specialisti, allertata ogniqualvolta ci si trovi di fronte ad una violenza sessuale. All’ospedale l’obiettivo dichiarato è quello dell’assistenza sanitaria, e molte di queste donne che chiedono aiuto non desiderano un seguito legale alla vicenda, anche se a loro viene indicato dopo le cure un numero di riferimento. Purtroppo, come anche i sanitari concordano, manca al momento un percorso di accompagnamento delle donne ai servizi successivi, fermandosi all’indicazione dei riferimenti». Dai numeri del fenomeno all’impegno per il futuro imminente: «All’Ausl - annuncia Marina Molinari - abbiamo chiesto di ripetere i percorsi di formazione per il personale dei pronto soccorso, aprendoli anche ad altri soggetti. In più bisogna dare gambe all’impegno, già sottoscritto, di accompagnare fattivamente le donne dal pronto soccorso ai servizi successivi, per non lasciarle sole in un momento così delicato».

L'articolo pubblicato da Libertà