News > Quei permessi da rinnovare

Quei permessi da rinnovare

Bologna, 28/06/2016

Una delegazione del territorio di Parma e Piacenza ha manifestato a Bologna alla mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil per chiedere il rinnovo dei permessi di soggiorno per attesa occupazione.

"Dal 2011 ad oggi - si legge nellla rivendicazione delle sigle - sarebbero quasi un milione i permessi di soggiorno non rinnovati, di cui almeno 400mila per motivi di lavoro. È questo il quadro elaborato, sulla base di dati del Ministero dell’Interno e di Istat, che ha portato Cgil, Cisl, Uil a indire per il 28 giugno – nelle principali città italiane – una giornata di mobilitazione nazionale, con presidi davanti alle prefetture e richiesta d’incontro con il prefetto".

"La crisi economica - continua la nota - in Italia ha colpito duramente anche il lavoro degli stranieri negli ultimi anni, tanto che il loro tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 17%. Sono moltissimi i lavoratori migranti che hanno abbandonato il Paese o che hanno perso il permesso di soggiorno e sono finiti nella trappola del lavoro sommerso, un tunnel da cui è difficilissimo uscire e in cui vengono virtualmente cancellati i diritti fondamentali, civili e del lavoro. In effetti, da una parte gli attuali 12 mesi concessi dalla legge a chi ha perso il lavoro non sono sufficienti a trovarne un altro, dall’altra non tutte le questure applicano alla lettera la circolare del Viminale del 9 luglio 2012, secondo la quale il permesso può essere rinnovato anche oltre i dodici mesi, in presenza di un “reddito minimo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale".

Per questo Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto ripetutamente al governo: la proroga della durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione a 24 mesi; la messa in atto di politiche attive del lavoro, tese ad una maggiore inclusione sociale di tutti;
di rivedere la posizione dei lavoratori stranieri che hanno perso lavoro e permesso; di combattere il lavoro nero e lo sfruttamento, purtroppo sempre più diffuso. "In assenza di risposte da parte dell’Esecutivo, le tre confederazioni hanno deciso di indire questa giornata di mobilitazione nazionale con richiesta d’incontro ai prefetti".