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730 fai-da-te inesatto ? Correggere si può

Correggere si può e conviene. Nella compilazione della dichiarazione dei redditi fai-da-te può accadere che il contribuente compia in buona fede errori ed omissioni di vario tipo, come per esempio, non inserendo nella dichiarazione 730 alcuni oneri detraibili (spese mediche sostenute dai familiari a carico, costi per l'istruzione universitaria dei figli, e altro che converrebbe far presente al fisco) o che si accorga di averli inseriti per importi errati. In tutti questi casi, gli errori od omissioni che comportano un maggiore credito o un minor debito d'imposta, possono essere corretti con successive dichiarazioni integrative a favore. La dichiarazione dei redditi può essere ripresentata, anche attraverso il Caf Cisl, in modo di ottenere una situazione di maggior favore del contribuente entro il 25/10/18 per la presentazione del modello 730 integrativo oppure entro il 31/12/2023 presentando il modello unico integrativo. 
In caso di presentazione della dichiarazione integrativa a favore del contribuente non è dovuta alcuna sanzione.
Per prenotazione la propria consulenza è sufficiente telefonare allo 0523 464700 a Piacenza e allo 0521 037640 a Parma.

730, quasi tutti scelgono i Caf

I centri di assistenza fiscale restano un servizio essenziale per i cittadini, a giudicare dai numeri delle dichiarazioni dei redditi.
Perchè se è vero che da una parte aumentano le dichiarazioni dei redditi on line, dall’altra è un fatto evidente che ancora l’86% dei contribuenti si rivolge ai Caf.
Secondo i dati diffusi dalla Consulta Nazionale dei Caf a pochi giorni dalla scadenze per la presentazione (il 23 luglio), i centri di assistenza fiscale hanno lavorato i modelli 730 di oltre 17 milioni di contribuenti (su un totale di circa 20 milioni). Nel 2017 furono 17.624.556 le dichiarazioni raccolte dai Caf e nel 2018 il dato non sembra discostarsi di molto, nonostante un leggero aumento delle dichiarazioni online (2,7 milioni, 400 mila in più rispetto allo scorso anno).
”La dichiarazione online - spiegano i coordinatori della Consulta Nazionale dei Caf, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini - dopo quattro anni di sperimentazione segnala
un limite di fondo: il cittadino vuole garantire sia a se stesso che allo Stato la massima correttezza e, quindi, preferisce farsi assistere anche solo per avere una conferma della veridicità della propria dichiarazione”.